Monitoraggio Letti Frega Trota Marmorata
MONITORAGGIO LETTI FREGA
Fiume Isonzo 2009
E' diventata una consuetudine che ci conduce in questo periodo, ormai di anno in anno ad affacciarci sulle rive del nostro fiume per osservare le freghe delle trote marmorate. Il primo scuro di luna del mese di novembre e l'abbassamento della temperatura dell'acqua sono considerati dagli esperti, gli indicatori naturali che inducono i primi esemplari, anche di taglia ragguardevole, ad abbandonare le profondità del fiume per raggiungere gli abituali siti di frega.
Domenica 8 novembre prima uscita ore 10:00 per localizzare le freghe delle trote. Acqua dell'Isonzo leggermente velata con 75 m3/s di portata. Ultimo quarto di luna. Per l'insufficiente trasparenza dell'acqua non si sono avvistati esemplari di trote marmorate ne a valle della Diga dell'Agro, ne in loc. Agli Scogli nelle abituali zone. Si prevede l'inizio del periodo riproduttivo prossima settimana con la luna nuova.
Sabato 14 novembre monitoraggio delle freghe uscita ore 08:00. Come previsto si è entrati nella settimana di luna nuova e le marmorate hanno incominciato a raggrupparsi ed a dare luogo al loro consueto rito riproduttivo. La temperatura dell'acqua oscilla tra gli 8° e 9° temperatura esterna 16°C. Come previsto sono stati interessati gli abituali siti riproduttivi visionati negli anni precedenti. Sui nidi sono stati avvistai esemplari di taglia tra i 50 e 75 cm.
Purtroppo anche quest'anno alcuni nidi, come l'anno passato, sono già rimasti in asciutta dovuta agli sbalzi delle portate specialmente nel tratto alto del corso. I siti di frega la mattina di sabato si trovavano a circa 2,50 m dall'acqua, comunque umidi. Nelle ore pomeridiane invece nuovamente ricoperti dall'acqua rilasciata dal bacino sloveno.
Questo sali e scendi, che si ripete giornalmente, non desta preoccupazione fino a quando le uova rimarranno all'umido e naturalmente fino a che non schiuderano. I nidi saranno monitorati affinché non restino allungo in asciutta, ne siano soggetti a gelate in caso di calo brusco della temperatura esterna.
Si provvederà in ogni caso al recupero delle uova prima ancora della schiusa, onde evitare la perdita delle larve una volta fuori uscite, con la loro sistemazione nei temporanei nidi, appositamente preparati presso la risorgiva testata l'anno precedente.
Intanto gli sbalzi delle portate incominciano a mietere le prime vittime. Questa femmina di trota marmorata è stata trovata morta a valle della Passerella di Piedimonte; esausta dalla risalita sui letti di frega non è riuscita a sfuggire all'abbassamento del livello, rimanendo arenata. Peso 8,45 kg per 86 cm.
Dal controllo delle squame eseguito a microscopio è stata appurata l'eta di nove anni. L'esemplare è stato preparato per essere imbalsamato; durante le operazioni è stato riscontrato che la trota non era ancora riuscita a depositare le uova.
Nei giorni a seguire il livello del fiume s'e innalzato per le piogge ed i nidi sono momentaneamente al sicuro, ricoperti dall'acqua. Questo a fatto si che l'attività riproduttiva s'e sposta nei sottoriva, zone abitualmente in asciutta.
Altri nidi, infatti, sono stati individuati a valle della diga dell'Agro, che immancabilmente rimarranno in secca.Intanto l'attenzione è ora rivolta alla sistemazione delle uova che verranno recuperate. La risorgiva che è stata sfruttata l'anno precedente come incubatoio, ha all'improvviso cessato di scorrere. Siamo stati così costretti a cercarne altre con le stesse caratteristiche, cosa purtroppo non facile.Devo precisare che attualmente nella nostra zona non abbondano sorgenti che possano garantire continuita di flusso; in un passato però, non molto lontano trovare un rigagnolo che sbucava da una roccia era cosa di tutti i giorni. Lo sfruttamento del territorio, avvenuto negli ultimi anni con drastici interventi sulle falde acquifere, ha fatto si che queste perle una dopo l'altra svanissero nel nulla.
Senza sorgenti adatte per la tipologia del lavoro che ci siamo prefissati, il recupero sarà impossibile.
Dopo due settimane di rocce, strapiombi, rovi e frasche è stato trovato ciò che fa al caso nostro. Una stupenda sorgente con la temperatura di 13°C, analoga a quella sfruttata nella scorsa stagione.
Le abbondanti piogge nei giorni a seguire, oltre che a rassicurare i nidi, hanno contribuito anche alla ripresa della vecchia sorgente. Probabilmente ostruita da qualche ostacolo, l'acqua ha ripreso a scorrere come in precedenza. Siamo pronti al recupero di tutti i nidi a rischio di asciutta avendo ora a disposizione due luoghi ideali dove poter schiudere le uova della nostra Regina dell'Isonzo.
Domenica 20 dicembre controllo delle freghe. L'acqua limpida del fiume è in calo ed il paesaggio, avvolto in una coltre bianca per la nevicata del giorno precedente, si presenta veramente incantevole. Le freghe sono ancora al sicuro ma ci stiamo avvicinando al giorno del recupero visto le condizioni meteorologiche. Si prospetta un'ottima annata per quanto concerne la riproduzione naturale, per le innumerevoli freghe ritrovate in vari punti del fiume.
22/23 dicembre 2009 vento di scirocco, la temperatura da -8° arriva a +10°, la neve s'è sciolta e piove a dirotto.
24 dicembre 2009 è inutile il commento, le immagini parlano da sole. La portata del fiume e a 1399 m3/s in aumento. Forse a Grado riusciremo ancora a trovare qualche uovo superstite. L'aumento improvviso della temperatura e le piogge hanno sciolto la neve fino a 1500 m d'altezza, e la massa d'acqua che sta scendendo a valle è veramente imponente.
25 dicembre 2009 ore 10:30 dati rilevati dalla stazione di Salcano, la portata del fiume raggiunge la punta massima di 2288 m3/s. Era dal 1920 che non si registrava una piena di dimensioni analoghe. Attenderemo l'abbassamento della portata per valutare i danni e gli interventi da farsi. Inevitabile sarà il recupero del pesce che il fiume straripando avrà portato con se, e che rimarrà imprigionato nelle buche, una volta ritirate le acque dell'ondata di piena.
26 dicembre 2009 le acque del fiume si sono ritirate durante la notte lasciando dietro di se una catastrofe. Immediato l'intervento di Paolo con un gruppo di amici, che sono riusciti a salvare una 10 di trote marmorate ed altrettanti temoli, una trota iridea ed una 30 di scazzoni imprigionati nelle pozze sui sentieri, ormai allo stremo delle forze. Il paesaggio era completamente cambiato. Le sponde sono state letteralmente ricoperte dai rifiuti di ogni genere e da migliaia e migliaia di m3 di sabbia fine, proveniente dai bacini d'oltre confine, tanto da far sembrare il paesaggio circostante simile a quello lunare. Durante l'intervento di salvataggio è stata trovata fortunatamente solo una trota iridea morta. Il fatto è di buon auspicio, ma non vorrei esprimermi in merito; ci sono troppi fattori negativi per poter sperare in una discreta perdita del materiale ittico presente:
a) due ondate di piena - la prima di 1900 m3/s e la seconda di 2288 m3/s
b) cumuli di sabbia depositati sulle sponde che potrebbero aver ricoperto il pesce rimasto arenato durante lo sbalzo della prima ondata di piena.
c) L'ingente quantità di sabbia fine in sospensione durante la piena, che avrà sicuramente creato problemi al sistema respiratorio dei pesci (specialmente dei temoli).
